Un nuovo Carlo III irrompe nella storia

La Storia annovera già altri re che si sono chiamati così, il più famoso dei quali fu Carlo III, re di Spagna meglio conosciuto come re di Napoli e di Sicilia, il fondatore della dinastia borbonica italiana.

Carlo III Windsor

Carlo 3 Windsor è finalmente re del Regno unito e ha subito dichiarato che vi rimarrà finché vivrà, quasi a fugare i desiderata di quanti lo avrebbero voluto già dimissionario in favore del figlio Guglielmo, solo perché forse costui è più giovane, fotogenico e simpatico.
Mentre sono in corso le incredibili scene da Edimburgo a Londra di vicinanza alla defunta sovrana (a Londra si parla di una coda di ben 16 chilometri di persone che vogliono renderle l’ultimo omaggio con un tempo d’attesa di ben 24 ore se non di più), al nuovo re spetta l’ingrato compito di dimostrare la validità dell’istituto monarchico.
Prima di tutto mantenere un istituto non rappresentativo ma ereditario. Si diventa re solo per nascita. E non è vero che non esercita potere, lo esercita e come, naturalmente a seconda della personalità del soggetto in carica. Lo abbiamo visto come, perfino nelle democrazie parlamentari, nelle quali generalmente il Capo dello Stato è (dovrebbe essere) solo un simbolo, in realtà produce degli effetti politici.
Dovrà dimostrare di non essere uno scroccone sulle spalle dei sudditi, ma il rappresentante di un’istituzione che per quanto obsoleta è utile al Regno Unito (e la sua prima scommessa sarà quella di continuare a tenerlo unito) e di tenere uniti anche tutti i paesi ad esso collegato con il Commonwealth. Come si sta il termine sta ad indicare il “benessere comune”.
Poiché sui giornali e sui tabloid popolari, che sono quelli che fanno opinione di massa, insieme ai socials, girano articoli sul patrimonio dei Windsor, mischiando artatamente i beni pubblici con quelli personali, si capisce che per Carlo non spira proprio una buona aria, che si aggiunge ai già gravi problemi separazionisti della Scozia e dell’Irlanda del Nord oltre a quelle delle isole caraibiche.
Vedremo come si comporterà ora perché da principe oltre ad interessarsi di ambiente, è noto per essere stato sposato con Diana e poi per aver impalmato Camilla, ora regina consorte. Ma i primi passi sembrano appropriati.

  • Carlo III (nato Charles Philip Arthur George; Londra, 14 novembre 1948) è il re del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e degli altri quattordici reami del Commonwealth fra cui l’Australia, il Canada e la Nuova Zelanda.
  • Mentre Carlo II di Napoli divenne re a 18 anni, Carlo d’Inghilterra è salito al trono a 73 anni ma negli ultimi anni ha svolto spesso un ruolo di supplenza della madre ormai ultra novantenne. Quindi una certa esperienza ce l’ha. Ma una cosa è fare il sostituto, un’altra il titolare.

E’ un altro Carlo III che irrompe nella storia.

Essa annovera già altri re che si sono chiamati così, il più famoso dei quali fu Carlo III, re di Spagna meglio conosciuto come re di Napoli e di Sicilia, il fondatore della dinastia borbonica italiana.

Carlo III il Grosso imperatore del Sacro Romano Impero

Carlo il Grosso

Il primo re Carlo III, detto il Grosso era figlio di Ludovico il Germanico, re di Germania, nacque a Neidingen, il 13 giugno 839 e vi morì il 13 gennaio 888. Fu re di Germania (876-887), poi re d’Italia (879-887). Incoronato Imperatore dei Romani a Roma(881-887), fu poi re dei Franchi orientali e dei Franchi occidentali, nonchè re d’Aquitania).
Riuscì a ristabilire per un breve periodo l’unità dell’Impero di Carlo Magno, ma non riuscì a sconfiggere i Normanni nel nord della Francia e fu deposto nell’887, morendo l’anno dopo.

Carlo III d’Angiò-Durazzo re di Napoli

Carlo III Angiò-Durazzo


Il secondo Carlo III che incontriamo nella storia fu Carlo d’Angiò-Durazzo (Schiavonea, 1345 – Visegrád, 24 febbraio 1386), figlio di Luigi, III duca di Durazzo, e di Margherita Sanseverino.
Carlo III d’Angiò fu re di Napoli, dal 1382, e re d’Ungheria con il nome di Carlo II detto il Breve, dal 1385.
Carlo III d’ Angiò-Durazzo prese possesso del trono di Napoli, scacciando la cugina Giovanna I nel 1381 che face assassinare l’anno successivo. Ma fu poi assassinato a sua volta nel 1386 in una congiura organizzata dalla regina Elisabetta di Bosnia.
Dopo la sua morte gli succedettero sul trono di Napoli i due figli, prima Ladislao e poi Giovanna, che morirono entrambi senza lasciare figli legittimi, causando la fine della dinastia angioina sul Regno di Napoli.

Carlo III di Monaco

Carlo III di Monaco


Il terzo Carlo III lo troviamo a Montecarlo ed è famoso per aver dato vita al Casinò di Montecarlo.
Carlo III di Monaco (Parigi, 8 dicembre 1818 – Marchais, 10 settembre 1889) fu Principe di Monaco dal 20 giugno 1856 alla sua morte. Fondò il Casinò per riassestare le finanze del piccolo principato dopo gli sprechi fatti dal padre Florestano.
Il principato fu possedimento dei Grimaldi, una potente famiglia genovese, fin dal 1297. La rocca fu conquistata da Francesco Grimaldi, un nobile genovese che si introdusse nel castello travestito da monaco, da cui il nome del principato.
Durante la Rivoluzione francese, il piccolo stato fu annesso alla Francia, finché nel 1815 il congresso di Vienna lo restituì ai Grimaldi.

Carlo III di Borbone re di Napoli e di Sicilia e poi re di Spagna

Carlo III re di Napoli e poi di Spagna


Il monarca più conosciuto fino a questo momento, almeno per i borbonici progressisti o meno, è stato indubbiamente Carlo III di Borbone fondatore della dinastia del Regno delle Due Sicilie e poi re di Spagna.
Carlo (Madrid 20 gennaio 1716 – Madrid, 14 dicembre 1788) era figlio di Filippo V di Borbone e di Elisabetta Farnese e quando arrivò a Napoli, quel “pezzo di cielo caduto sulla terra”, trovò una capitale distrutta economicamente e moralmente da 27 anni di dominazione austriaca e da 200 di vicereame spagnolo.
Era stato prima Duca di Parma e Piacenza (1731-1734), poi Re di Napoli e di Sicilia (1734-1759) e infine Re di Spagna (1759-1788).
Il 10 maggio 1734, diciottenne, Carlo entrò in Napoli acclamato dai nobili e dal popolo perché era il primo Re residente a Napoli. Iniziava a Napoli la dinastia dei Borbone.
Carlo, nel luglio del 1735, fu incoronato, a Palermo, Re di Sicilia.
Rilanciò il regno sotto tutti i punti di vista, principalmente quello economico e culturale. Face costruire la reggia di Caserta, il Teatro San Carlo, il famoso Albergo dei Poveri ed iniziò gli scavi di Pompei ed Ercolano.
Quando partì per Madrid tutti lo rimpiansero sinceramente.
In Spagna le cose non gli andarono altrettanto bene come a Napoli. Fra l’altro appoggiò la guerra di indipendenza degli Stati Uniti contro l’Inghilterra, cosa che poi si ritorse contro la Spagna perché dette l’esempio a tutte le sue colonie dell’America latina.
I numerosi insuccessi in politica estera spinsero il sovrano a concentrarsi principalmente sulla politica interna.
Modernizzò la società e la struttura dello stato sul modello illuministico grazie all’aiuto di pochi e ben selezionati funzionari scelti tra la piccola nobiltà.

Dopo aver scacciato i Gesuiti incamerandone le ricchezze, nel 1783, con un decreto riconobbe la possibilità anche all’aristocrazia di dedicarsi al lavoro manuale, mentre la concessione di numerosi titoli ne garantì il primato sociale, a compenso dell’abolizione di alcuni privilegi fiscali.
Memore di come aveva abbellito Napoli, si dedicò anche a fare Madrid una degna capitale di un regno che era immensamente più grande di quello delle Due Sicilie e i madrileni furono talmente soddisfatti da insignirlo del titolo di sindaco di Madrid.
Inoltre Carlo istituì la bandiera della Spagna con le bande rosso ed oro e nel 1770 Carlo III dichiarò la Marcha Granadera marcia d’onore, di fatto l’inno nazionale spagnolo che è in vigore ancora oggi. Quando fu indetto un concorso per l’inno ufficiale spagnolo, non si presentò nessun candidato e perciò è rimasto quello di Carlo III.
L’inno nazionale del Regno delle Due Sicilie invece fu scritto e musicato da Giovanni Paisiello, nel 1787, per volontà di Ferdinando IV di Napoli.

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